La storia del territorio di Barcellona Pozzo di Gotto è strettamente collegata alla presenza di siti di antichissima antropizzazione, come testimoniano le numerose aree archeologiche esistenti nella vasta superficie comunale, legate in gran parte all'antichissimo insediamento di Longane (si veda la sezione RICERCHE ARCHEOLOGICHE).
Le più antiche fonti documentarie risalgono però soltanto al primo periodo normanno, quando le caratteristiche orografiche di questi vasti territori (caratterizzati dalla presenza di fiumare e di ampie zone adibite alla coltivazione agricola e ai pascoli) assunsero un'importanza fondamentale nell'ampio contesto gravitante attorno all'antica Mylae (Milazzo). Risale infatti  all'anno bizantino 6613 (1 settembre 1104/31 agosto 1105) il privilegio di rifondazione del monastero di rito greco della “Genitrice di Dio” di Gala, emanato da Adelasia (moglie del conte normanno Ruggero I) su richiesta del camerario Nicola di Mesa. Il monastero fu dotato di cospicui beni fondiari e diritti (ricadenti nel vastissimo comprensorio barcellonese e in molte altre località siciliane), la cui entità rende Gala il più importante monastero di rito greco fondato o rifondato dai normanni prima dell'istituzione dell'Archimandritato del SS. Salvatore in Lingua Phari di Messina. Nel giugno del 1127, il casale barcellonese di Nasari, posto alle estreme propaggini occidentali del feudo di Gala, fu concesso con i 32 abitanti uomini residenti in esso dal conte normanno Ruggero II ad Ansaldo vicecomes di Arri, dopo essere stato nelle proprietà della moglie di quest'ultimo.
Durante le dominazioni sveva e angioina è possibile rintracciare notizie su luoghi oggi situati nel territorio barcellonese. È il caso del casale di Gurafi (concesso da re Federico II a Giovanni Turdo e usurpato dal messinese Roberto di Mileto durante la dominazione angioina) e di Centineo (menzionato in un atto del 22 gennaio 1266 e in un documento del 1271), oltre ai due nuclei già esistenti di Gala e Nasari (che compare in un atto redatto il 14 giugno del 1263). Nella Descriptio Feudorum sub rege Federico (elenco di feudi, casali e terre esistenti in Sicilia, compilato a partire dal 1296) e nelle Rationes Decimarum (elenco delle chiese esistenti nella penisola e delle relative decime che esse versavano tra la fine del XIII e il primo decennio del XIV) si ritrovano censiti i casali barcellonesi di Gurafi, Nasari, Centineo e Gala (con le rispettive chiese di rito greco).
Nel 1324 il casale di Criccina oChristina, per la fedeltà dimostrata durante la guerra del Vespro agli Aragonesi, fu elevato a ruolo egemone rispetto agli altri casali limitrofi. Di lì a poco nascerà la cittadella fortificata di Castroreale che in poco tempo estenderà la sua influenza su tutto l’attuale territorio barcellonese.
Con l’avvento del primo re Martino, dopo oltre mezzo secolo di decadenza e anarchia, si assiste all'infeudazione di ampie porzioni di territorio barcellonese, che porterà alla nascita dei feudi di Lando, Nasari, Gurafi, Migliardo e Centineo, su cui confluirono numerose famiglie nobili siciliane (Alliata, Anzalone, Balsamo, Bucolo, Camella, Cammareri, Campagna, Cirino, Clavizzo, Crisafi, D'Aliberto, Del Pozzo, Deodato, Di Giovanni, Donato, Fazio, Ferranti, Lapis, La Rocca, Marescalco, Nassari, Nuchez, Pagano, Periconio, Porzio, Rigoles, Saccano, Salvo, Spadafora, Umano e Villadicani).
Dai primi decenni del XVI secolo la fascia compresa tra le propaggini settentrionali dei feudi di  Lando, Nasari e Gala, fu interessata da un rapido processo insediativo, seguito alla bonifica dei vasti territori compresi tra i torrenti Idria e Longano. Nella seconda metà del XVI secolo,  il casale di Barsalona, che nel 1521 costituiva ancora una semplice contrada posta a confine tra i territori di Milazzo e Castroreale, fu caratterizzato da un rapido aumento dell'abitato intorno alla chiesa di San Sebastiano. 
Nel 1639 il casale di Pozzo di Gotto, grazie ad un contratto del 22 maggio stipulato tra il cardinale Giannettino Doria (presidente del regno di Sicilia e arcivescovo di Palermo) e il pozzogottese Antonio Sanginisi, ottenne, con il pagamento della somma di ventimila scudi, l'autonomia da Milazzo, da cui dipendeva da tempo. La fine del feudalesimo coinciderà con la fondazione del comune di  Barcellona  (1 maggio 1815), in seguito unito con Pozzo di Gotto in un solo comune con Decreto n° 1562 del 5 gennaio 1835 emanato da re Ferdinando II.
BARCELLONA POZZO DI GOTTO - CENNI STORICI
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Traccia storica estratta da: F. Imbesi, Terre, casali e feudi nel comprensorio barcellonese. Dal privilegio di Adelasia alla fine del feudalesimo, Uni Service, Trento, 2009; F. Imbesi, Il privilegio di rifondazione del monastero di Santa Maria di Gala (1104-1105), in Mediterranea. Ricerche storiche, A. VI, 17, dicembre 2009, pp. 597-634; F. Imbesi, Il privilegio di Ansaldo vicecomes di Arri (giugno 1127), in Mediterranea. Ricerche storiche, A. VII, 20, dicembre 2010, pp. 555-586.