«Felice, cantò un poeta, colui che può penetrare le prime cause e le prime raggioni delle cose. Ugualmente rendesi difficile a risapere le prime origini delle popolazioni, non risparmiandosi la bella Roma, e si lascia, non senza vergogna, ricorrere alla mitologia. Per l'istessa Sicilia, nostra isola, di quante favole non è ripiena l'istoria?». Con queste parole l'arciprete Domenico Principato iniziò nei primi anni del XIX secolo la sua Giuliana della Matrice Chiesa di San Vito, cercando di ricostruire in essa la storia di una delle più antiche chiese del comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

I lavori di recupero del patrimonio storico artistico della chiesa, recentemente eseguiti, hanno permesso di riscoprire, sulla scorta delle informazioni contenute nella Giulana e in altri documenti, l’identità storico-architettonica di questo importante monumento barcellonese, che si ripropone nel gradevole connubio tra barocco, pitture policrome e pietra calcarea che fu generato dalla simbiosi tra la facies seicentesca e quella settecentesca della struttura e che era stato disperso negli ultimi due secoli.

FILIPPO IMBESI
Sui lavori di recupero del patrimonio storico-artistico dell'auditorium San Vito di Barcellona Pozzo di Gotto, Brs, 2010 [2011], pp. 168
Premio Regionale
HISTORIAE SICILIAE XXI Edizione
Opera vincitrice del
PREMIO ALTA PROFESSIONALITA'
STORICO-ARCHITETTONICA
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Ex chiesa di San Vito

MOTIVAZIONE DEL PREMIO: "PER LO STRAORDINARIO VOLUME «SUI LAVORI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO DELL’AUDITORIUM SAN VITO DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO», OPERA DI ALTO VALORE STORICO-ARTISTICO CHE DOCUMENTA IL RECUPERO ARCHITETTONICO DI UNA CHIESA".

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